I giocatori di poker italiani alle prime armi, sono accomunati da una serie di lacune concernenti il proprio stile, che si evincono anche da una semplice discussione relativa al gioco.

Quando un giocatore d’esperienza intavola con un amico alle prime armi una discussione avente ad oggetto il gioco del poker, il più delle volte questa discussione fila in modo liscio e finisce col toccare quasi sempre dei punti cardine, grazie ai quali è possibile svelare i principali difetti dei neofiti italiani. Nel momento in cui un giocatore alle prime armi si avvicina al poker in maniera più concreta, la sua opinione sul gioco resta fortemente influenzata dal suo preconcetto assimilato nei precedenti anni di assimilazione passiva della disciplina. Ne consegue che spesso e volentieri, prima ancora di affrontare il problema concernente il discrimine tra gioco d’azzardo e gioco d’abilità, dalla discussione si evince come i giocatori principianti quasi sempre prendano la sfida sul piano personale. In effetti, abbiamo tantissimi esempi cinematografici in cui il poker è usato dai protagonisti per dimostrare chi sia il più duro tra i due e sappiamo bene che l’influenza esercitata dai media, in ogni ambito, è sempre molto forte. Tuttavia, questa è una convinzione latente che si smonta facilmente per via logica, anche se purtroppo si ripresenterà più volte durante gli stati di tilt nelle successive fasi più avanzate della preparazione.

Subito dopo, in particolar modo nel giocatore italiano, subentra la teoria del gioco d’azzardo, in virtù della quale il neofita perde esclusivamente perchè gli altri giocatori sono più fortunati. In questo senso la capacità autocritica gioca un ruolo fondamentale: risulterebbe, infatti, davvero difficile far capire ad una persona troppo piena di se gli errori commessi in una mano dove gli è stata scoppiata una premium. Esiste un numero abbastanza elevato di giocatori che purtroppo o per fortuna, pur giocando da anni, non hanno mai avuto l’occasione di compiere il passo fondamentale di mettere in discussione il proprio stile di gioco. Tali giocatori non matureranno mai la decisione di prendere in mano un buon libro di poker, il che significa che si porteranno fino in fondo leak magari basilari, che con la semplice lettura di poche pagine e con un po’ di attenzione sarebbero potute essere colmate.

Un’ulteriore mancanza, comune alla maggior parte dei giocatori italiani principianti, riguarda il concetto di bluff, al quale il più delle volte si attribuisce un’importanza esagerata. Nel gioco del poker gli errori si propagano quando si tende sempre e comunque a fare puntate enormi con mani non buone e viceversa puntare pochissimo con le mani forti. Si tratta di un trucco che difficilmente consentirà di mettere in difficoltà un giocatore minimamente esperto.

Tutte le leak sopra indicate sono molto diffuse nel giocatore medio italiano, il quale purtroppo, pur compiendo degli errori enormi al tavolo da gioco, resta convinto di essere un campione. La cosa non dovrebbe destare poi tanta meraviglia se pensiamo che l’Italia è un paese dove anche la politica elogia sempre meno l’approfondimento e lo studio, quindi è normale che l’ignoranza impera e l’ignorante si ritiene superiore a tutti.

Originally posted 2010-07-31 15:01:35. Republished by Blog Post Promoter

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